Menu principale:
SPETTACOLO
ENRICO MONTESANO AL TEATRO TEAM DI BARI CONTESTA I REALITY SHOW
Al Teatro Team di Bari è andata in scena la commedia "Un Sogno in
Famiglia", diretta e interpretata da Enrico Montesano e scritta con Annamaria
Carli e Francesco Asioli.
Montesano interpreta Nino Torelli, un edicolante romano. La scena si apre proprio con
l'edicola situata in una piazza della Capitale e sul protagonista che disserta sulla
situazione dell'editoria, coi giornali costretti ormai ad offrire i più disparati
gadget per vendere più copie.
Con il corollario di una decina di ballerine e canti (le musiche sono del maestro
Armando Trovajoli) l'attenzione si sposta sui concorsi a premi della tv e sul sogno
di una vita migliore. La scena cambia: ecco un soggiorno borghese, la moglie
dell'edicolante (interpretata da Sanra Collodel), le due figlie e un nipotino, frutto
di una fugace relazione di una delle ragazze. Il gruppo di famiglia in un interno
favoleggia la possibilità di partecipare a un reality show che mette in palio una
casa. A un certo punto però all'interno del Teatro Team si è svolto un
fuori-programma, quasi un reality nel reality.
Montesano ha detto:"C'è un problema tecnico, non riesco a concentrarmi" e
ha abbandonato la scena.
Lo spettacolo è stato sospeso per una buona mezz'ora, con un fuggi-fuggi di polizia,
vigili e personale, oltre che di medici che hanno invaso il dietro le quinte.
A un certo punto il sipario si è riaperto e Montesano, rivolgendosi al pubblico, ha
spiegato di avere accusato un malore (pressione a 200) originato dal nervosismo per
il problema tecnico, che si era presentato anche nella serata antecedente.
Non accade tutti i giorni che un attore prenda la parola spiegando il
"senso" dello spettacolo. Che è un atto d'accusa
sul "triste messaggio che viene veicolato oggi dalla televisione".
"E' brutta, non la sopportiamo più", ha protestato Montesano.
Da qui l'esigenza di scrivere una commedia ("castigat morendo mores", ossia
la commedia e la satira delegate alla riforma dei costumi, citazione del latinista
francese Jean De Santeul).In tale pièce si parla di una famiglia comune che pensa di
usare il mezzo televisivo ma che in realtà ne è usata. Monitorata 24 ore su 24 da
telecamere, in casa e fuori, dovrà superare determinate prove e raggiungere
"picchi" di ascolto che le consentano il diritto di acquisire la casa di
proprietà messa in palio. Il riferimento è naturalmente al "padre" dei
reality show, "Il Grande Fratello", ma anche al "Treno dei
Desideri" con Antonella Clerici, che prometteva premi del genere. Ma anche a
trasmissioni come "Uomini e donne" e quelle che sponsorizzano veline,
oppure L'Isola dei Famosi.
Dopo un "provino" i Torelli sono reclutati per il reality show "Un
sogno in Famiglia". Ma la famigliola inizia a comportarsi in modo innaturale: un
parlare che dovrebbe risultare aulico, vestiti troppo vistosi. Nei dialoghi, una
delle figlie nota che il padre Nino si è vestito come Ugo Foscolo, definito "un
poeta che si vestiva come Morgan di X Factor". Montesano si riferisce al
cantante Morgan come a un artista "stupefacente", con chiaro riferimento
all'uso del crack , confessato recentemente dal musicista.
Nella commedia sono frequenti continui accenni all'attualità politica o al mondo
dello show businness.
Patrizia D'Addario viene definita una "che la dà non solo a Dario, ma a
tutti".
La commedia prende corpo: la famiglia Torelli viene scelta dagli autori televisivi in
quanto "scandalosamente, orribilmente normale".
La regia intanto controlla e indirizza i comportamenti, così come avviene dietro le
quinte dei Grandi Fratelli, su Mediaset.
Tutto viene manipolato in funzione dei cosiddetti "picchi" di ascolto.
I coniugi si vestono come i protagonisti della Famiglia Addams. Viene istituito un
"televoto" per far decidere agli spettatori da casa se l'edicolante debba
assumere o no del Viagra.
La commedia è intervallata da molti filmati di finte interviste a gente comune, nelle
quali essa commenta le imprese televisive della famiglia, a favore o contro.
I filmati sono recitati ottimamente e sembrano veri, ma interrompono con troppa
frequenza lo svolgimento organico dello spettacolo, risultando verso il finale
inutili.
Una notte d'amore tra i due coniugi viene commentata da tutta l'Italia con titoli a
sette colonne sui quotidiani.
C'è poi la lite tra Nino-Montesano e un fratello ritrovato. I due devono fare la pace
o no? Gli spettatori e gli autori suggeriscono il comportamento a loro più gradito.
Entra in scena un giovane talent scout, interpretato dal giovane attore Maurizio
Aiello. Nei panni di Federico, convince la capofamiglia, le due figlie e addirittura
la nonna a posare per un calendario sexy. Montesano finisce a sua volta su un
calendario, in costume adamitico. A questo punto decide di vestirsi da donna per
attrarre su di sè l'attenzione e distogliere i parenti dalle loro nuove velleità, ma
nessuno se lo fila. Lo spettacolo viene nuovamente interrotto per il malore di
un'anziana spettatrice. Montesano, immobile sulla scena in abiti muliebri, commenta
ironico: "Non è serata".
La commedia dunque riprende avviandosi al finale.
Torna in scena un presunto padre del nipote di Nino. Costui, un bellimbusto siciliano
che si finge sudamericano perchè insegna danze tipo bachata, si rivelerà un falso
allarme.
La madre del piccolo concepì il figlio dopo una notte di passione con uno
sconosciuto, ubriaca e "fumata".
L'altra figlia rivela gusti saffici, mentre la moglie fugge alle Maldive col
press-agent, spiata ovviamente dalla televisione.
A questo punto Nino finge un grave malore per favorire il rientro della consorte in
famiglia. La commedia prende purtroppo una piega sbagliata già a metà, perdendo in
originalità e freschezza.
Il meccanismo diviene risaputo, la scrittura non offre molti spunti interessanti.
Inutile poi la polemica sui Tg che trasmettono a ora di cena soltanto brutte notizie
dal mondo.
La famiglia decide infine di rifiutare la casa in premio pur di uscire dal terribile
reality.
Durante la passerella finale, Montesano è stato applauditissimo. A stupire invece la
freddezza del pubblico su buona parte del cast, in particolare verso Maurizio Aiello,
totalmente ignorato. Aiello, attore televisivo, esordì in teatro nel 2001 diretto da
Zeffirelli nei "Sei personaggi in cerca d'autore"di Pirandello.
Montesano ha scherzato sugli incidenti della serata, annunciando che l'anziana
signora soccorsa un'ora prima stava bene. "Al bar ha bevuto e mangiato tartine,
tornerà contenta a Taranto".
Il pubblico commentava all'uscita la commedia come troppo incentrata su Enrico
Montesano, ovvero "salvata" dal mattatore grazie al suo carisma, che ha
ovviato alle tante pecche. Il resto è stato giudicato come troppo futile. Tra gli
altri interpreti, Prospero Richelmy, Biancamaria Lelli e Goffredo Bruno.
ROMOLO RICAPITO
IL TERZO UOMO
di Andrea Cramarossa
Prodotto da: Federico II Eventi/ Verderame/Manifesto del Teatro delle Bambole
Con Mariangela Dragone e Claudio Ciraci.
Costumi Silvia Cramarossa
Aiuto regia Alfonso Delbert
Foto di scena Iole Verano
Regia di Andrea Cramarossa
Lo spettacolo, brevemente.
Herbert e Dolly, sono due adulti/adolescenti, due persone figlie di un'epoca, la nostra, dove tutto è automatizzato, tutto è tecnologico, tutto è a disposizione e tutto converge verso un continuo nutrimento dell'ego. Senza alcuna ragione, però. Essi, col buio della loro mente, con la lucidità di vivere la loro vita come se fossero all'interno di un videogioco ma senza rendersene conto, decidono, un giorno, di diventare attori perchè... perchè.. perchè... non si sa bene perchè, forse perchè sembrava il mestiere più facile da fare e quello che avrebbe potuto procurare loro fama e successo. Ecco, fare gli attori per poter essere famosi, per poter esistere ed essere riconosciuti.
Figli di un amore sufficiente, figli di sentimenti centellinati, Herbert e Dolly sono istruiti, appunto istruiti e laureati ma non conoscono niente, non sanno niente e copiano e incollano la loro stessa esistenza. Fino al giorno in cui, col telefonino in mano, non decidono di compiere un atto indicibile, il piano che li renderà finalmente famosi.
Dal 3 al 26 marzo 2010, presso il TEATRO DUSE, in via S. Cotugno a Bari, tutti i giorni tranne il sabato, la domenica e il lunedì alle ore 21.00.
Spettacolo adatto al solo pubblico adulto.
Ogni riferimento a persone e a fatti realmente accaduti, è puramente casuale.
Posto unico €-10,00
Info: Teatro Duse 0805046979. Si consiglia la prenotazione.