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CINEMA

SPETTACOLO

STEFANIA SANDRELLI: "DOPO LA DEPRESSIONE HO RICOMINCIATO A VIVERE"


Il giorno dopo la disfatta: Stefania Sandrelli, avvertita dei magrissimi incassi del film da lei diretto ("Christine Cristina") da alcuni fidati amici cronisti , telefona di prima mattina alla figlia Amanda, la protagonista della pellicola. "Chiuditi in casa oggi e non rilasciare interviste: non è il momento di affrontare i giornalisti. Dopodichè stacca il telefono".
Amanda, rassicurante: "Non ti preoccupare mamma: non ho mandato nemmeno i bimbi a scuola".
Stefania Sandrelli vorrebbe rinchiudersi in casa: ma ha licenziato la servitù e ha il frigo vuoto. Indossati occhialoni neri, foulard in testa e tuta da ginnastica, va al mercato rionale ( e non al supermercato) per non essere riconosciuta. Ma alle bancarelle gli ambulanti le fanno festa. Erano 25 anni che non andava in piazza. I commercianti vogliono l'autografo, le regalano mele, arance, fragole e verdura biologica. Stefania felice, come mai prima d'ora. Le ci voleva un fiasco per assaporare meglio la gioia di vivere del quotidiano. In fondo, "Christine Cristina" è stato venduto all'estero. E se in Italia non piace, magari farà furore a Parigi... Chi lo sa.
Rientrata nel portone della sua abitazione, Stefania Sandrelli, nonostante il suo camuffamento, viene riconosciuta dal portiere, un romanaccio grasso 160 kg di 54 anni.
"Sora St, buongiorno-le sorride coi denti guasti. "Mia moglie vuole sapere: quando esce il film in tv? Lo vorrebbe proprio vedere. E pure mia suocera!"
Che sfacciato!-pensa Stefania, "non gli passa manco per la mente di recarsi al cinema a vedere il mio capolavoro".
Entrata in ascensore, Stefania Sandrelli scoppia in una risata liberatoria: non ha perso il senso dell'umorsmo.
Un film sbagliato o che fa flop al botteghino, non conta: conta che lei, Stefania, sia ancora e sempre la più amata dagli italiani. E questo è un dato di fatto che vale più di qualunque Oscar!
ROMOLO RICAPITO

WARREN BEATTY, 73 ANNI, E' DISTRUTTO: SUA FIGLIA KATHLYN (18) VUOLE OPERARSI PER CAMBIARE SESSO!

E' dramma a Hollywood. Dopo la figlia di Cher, Chastity Bono, che ha cambiato sesso diventando Chaz, ora "tocca" alla figlia di Warren Beatty e di Annette Bening. Dramma: ma perchè, se è quello che la ragazza vuole?
Il fatto è che Kathlyn Beatty ha solo 18 anni. Un'età incerta, durante la quale si fanno anche molte cose sbagliate. Nel caso di un'operazione di cambio di sesso (irreversibile) essa va attuata dopo molti esami psichiatrici e clinici . Insomma, non si diventa donna (o uomo) dall'oggi al domani, appartenendo al sesso opposto.
Intanto Warren Beatty, 73 anni, è un uomo devastato, distrutto , finito . Kathlyn Beatty sta attualmente frequentando il college vestita da uomo.
Warren e Annette Bening hanno provato nei mesi scorsi a fare "cambiare" idea alla loro "bambina". Ma ella è determinata a farsi operare. "Ho 18 anni e faccio quello che voglio" ha detto la teen ager agli illustri genitori.
I quali ora vorrebbero o scomparire trecento metri sotto terra. Esattamente come Cher , quando scoprì che la sua Chastity si sentiva un maschio, nei panni di una "finta" lesbica.
Beatty e Bening oltre a Kathlyn hanno avuto altri tre figli, tutti attualmente minorenni: Benjamin, Isabel ed Ella.
Alla fine Warren si sarebbe rinchiuso in sè stesso, mentre Annette, più "malleabile", avrebbe deciso di telefonare a Cher, per farsi "illustrare" l'operazione chiurgica e i relativi rischi (oltre che costi) di un cambio di sesso. "Per mia figlia voglio il miglior dottore, la migliore clinica" ha detto Bening, confidando a Cher che non baderà a spese pur di non negare alla sua bambina il sogno più bello: nascere, anzi rinascere, uomo.
ROMOLO RICAPITO

PRESENTATO A BARI IL FILM DI SILVIO SOLDINI "Cosa voglio di più"
di ROMOLO RICAPITO

E' stato presentato venerdì 30 aprile presso la Feltrinelli di Bari per la serie "Eventi" il film "Cosa voglio di più", presente il regista Silvio Soldini, l'attrice principale Alba Rohrwacher, la sceneggiatrice Doriana Leondeff, il produttore Lionello Cerri (Lumiere Film).
Il titolo della pellicola, ideato dalla Leondeff, si ispira a una canzone di Lucio Battisti ed è subito piaciuto a regista e produzione, convinti che fosse di buon auspicio.
Alba Rohrwacher (nel film è Anna, una giovane impiegata che vive una storia trasgressiva con Domenico, impersonato da Pierfrancesco Favino) si è presentata all'incontro col pubblico in camicia chiara, di cotone leggero avana, ricamata lateralmente, con bottoni neri e lucidi dai bordi dorati e maniche arrotolate al gomito.
La popolare attrice ha scelto quindi un paio di jeans leggermente a zampa d'elefante, abbinati a un paio di sandali marrone chiaro, a fasce, con zeppa e plateau in sughero.
La Rohrwacher sfoggiava infine una borsa gialla a scaglie di serpente.
Invece Doriana Leondeff (originaria di Bari) ha optato per un cardigan nero, di tessuto leggero, legato sul busto, sotto al quale esibiva un abito decollet a stampe marroni su fondo bianco. Un paio di occhiali da sole, stile anni '70 e sempre marroni erano infilati nell'abito, mentre dei leggins neri introducevano un paio di sandali neri in stoffa , dal tacco alto. La Leondeff quindi esibiva un paio di orecchini argentati in stile africano, mentre al polso sinistro sfoggiava un prezioso orologio a bracciale in argento, con applicate delle pietre colorate "a caramella".
Il regista Soldini (in giacca nera di tessuto leggero a un petto, camicia verde chiaro di cotone spesso, pantaloni verde miltare a strisce verticali e scarpe sportive marroni portate senza calze) ha precisato che il film nasce dal precedente "Giorni e Nuvole" (nel quale tra l'altro Alba Rohrwacher recitava nella parte della figlia di Margherita Buy).
Silvio Soldini, originario del Canton Ticino (e guarda caso il suo film è una produzione italo-svizzera) voleva inizialmente scrivere una commedia ma, dopo essersi reso conto che Giorni e Nuvole era immerso nella quotidianità, e valutandone il grande successo di pubblico, ha voluto sviluppare tale tema con una storia sui generis ma che spingesse più sul versante passione, con ambientazione a Taranto.
Con la fedele sceneggiatrice Leondeff ha dunque impostato un soggetto che affondasse le sue tematiche su storie di persone normali, dalla vita un po' grigia ma non necessariamente infelice o disarmonica.
"E' un film sull'amore, non solo strettamente carnale, ma anche sui sentimenti più in generale, perchè ogni personaggio racchiude in sè un messaggio d'amore" ha spiegato Doriana Leondeff.
Alba Rohrwacher ha dichiarato di avere combattuto come una leonessa per ottenere il ruolo di Anna, che è comunque un carattere molto distante da lei.
Per quanto riguarda il suo partner Pierfrancesco Favino, egli è stato scelto da Soldini dopo ben cinque provini.
Si è parlato molto di alcune scene di sesso tra Rohrwacher e Favino.
Si tratta di scene semplici, ma provate a lungo. Come spesso accade in questi casi, al momento delle riprese sono rimasti in pochi sul set, per dare modo alla coppia di attori di concentrarsi meglio. Lo stile del film è sul piano sequenza.
"Volevo dare l'idea di non fare notare che il film fosse una messinscena, pur essendo un lungo lavoro tecnico e di produzione, dunque effettivamente una messinscena. Ma l'approccio doveva apparire il più naturalistico possibile".
Per le scene d'amore Silvio Soldini ha confidato di essersi ispiratoa "Intimacy".
Si tratta di un film del 2001 di Patrick Chreau, nel quale una coppia si incontra ogni mercoledì pomeriggio all'unico scopo di fare del sesso, senza altre particolari implicazioni.
L'opera è stata presentata al Festival di Berlino nella sezione Berlinale Special ( tra gli eventi speciali).
L'accoglienza del pubblico -ha spiegato Leondeff- in un cinema da 1.800 posti a sedere, tutto al completo, è stata ottima.
Nella prima parte alcune scene "leggere" hanno scatenato grande ilarità.
Ma le risate , a gola spiegata, sono continuate lungo tutto il film: il pubblico tedesco ha un atteggiamento molto disincantato e ironico nei confronti del cinema italiano e già con "Pane e tulipani", opera precedente di Soldini, c'erano state nelle sale tedesche vere e proprie crisi di ilarità. Molto apprezzato in Germania è stato Giuseppe Battiston che nel film Alessio, compagno di Anna-Rohrwacher, anche perchè già conosciuto e stimato per Pane e tulipani.
Romolo Ricapito, giornalista esperto in moda, società e gossip, ha rivolto una domanda alla quale ha risposto il produttore.
"Da dove è partita l'idea di fare uscire il vostro film a fine aprile, quasi a maggio e non, ad esempio, in febbraio? Ci sono state ragioni commerciali o perchè il film era stato completato da poco?"
Cerri."No, il film era pronto già da un po'. Si è trattato di una scelta precisa, concordata con Silvio. In inverno c'è stato un gran spolvero di film italiani ( da Natale in poi ) e molti prodotti sono stati lasciati indietro.
Sappiamo che spostandone l'uscita ci saremmo scontrati col caldo, ma un buon motivo, nel quale confidiamo, il passa-parola. Contiamo molto su questo e sulla tenuta del film nelle sale, che comunque esce in molte copie, 300 in tutto.
Un tempo c'era una "tenuta" di mesi delle nostre pellicole nei cinema, mentre ora tutto si gioca sulla velocità (tante copie per poche settimane).
Per questo film auspichiamo una vita lunga, che si spinga fino all'estate e oltre.
Tra l'altro =E8 un film molto atteso oltre i nostri confini: è stato infatti già venduto negli Stati Uniti, in Francia e a in altri paesi.
Soldini e Leondeff hanno concluso l'incontro dichiarando che stanno scegliendo un soggetto per il prossimo film. "Una storia sull'Italia contemporanea con un approccio se possibile ancora pi=F9 diretto e naturalistico".

ROMOLO RICAPITO
giornalsta di moda e cinema

CLAMOROSO: "ECCO COME ROMAN POLANSKI MI VIOLENTO'". MA SARA' TUTTO VERO?


Charlotte Lewis, l'attrice 42enne che ha confessato gli abusi di Roman Polanski quand'era ancora un'adolescente, arrabbiatissima con lo star system hollywoodiano.
La Lewis (inglese, passate relazioni con Eric Clapton, Mickey Rourke e Charlie Sheen) afferma : "sono inviperita con certa gente di Hollywood che recentemente ha parlato in supporto di Polanski. Stanno dando un messaggio sbagliato ai pedofili".
La Lewis è stata di recente fidanzata con un uomo che l'adorava, ma la relazione ha risentito psicologicamente dei vecchi abusi di Polanski. L' attrice si sente ancora "schiava" di quelle morbose attenzioni e di innominabili atti sessuali, che l'hanno deviata nella personalità.
Lewis lasci=F2 la scuola a 15 anni, per incontrare Polanski una anno dopo. Senza nessuna esperienza artistica, voleva comunque fortemente recitare in un film. Una modella, all'epoca 23enne, tale Eliza Karen, le chiese di accompagnarla a un'audizione a Parigi, per un ruolo nel film "Pirati" diretto da Roman Polanski.
Il regista si era stabilito nella capitale da 5 anni, per sfuggire alla giustizia americana, che lo accus=F2 di stupro nel caso Geimer. In realtà il famoso cineasta aveva già assunto un'attrice francese per il ruolo in Pirati. I provini erano dunque un lurido imbroglio.
Lewis e la sua amica alloggiavano in un hotel centrale: Polanski disse che non era un buon albergo e le invitò nella sua lussuosa casa di Avenue Montaigne.
Polanski chiese subito a Lewis la sua età. Lei rispose di avere 16 anni. In realtà li avrebbe compiuti un mese dopo, in settembre. Il regista si isolò quindi sul sofà del suo soggiorno con la nuova, fresca preda. I due bevvero champagne Moet e Chandon ; da allora Lewis non ha più bevuto una sola coppa di quel vino.
Polanski si svel=F2 subito. "Voglio passare l'intera notte con te" e si slanciò come un pitone sulla ragazza, tentando di toccarle i seni. Acerbi ma bellissimi.
Un pene in prorompente erezione sfondava i calzoni aderenti del regista di capolavori come "Rosemary's Baby".
"Sono fidanzata, ho il ragazzo" urlò Lewis.Non era vero. Ma Polanski disse che non gliene fregava niente."Se non sei abbastanza grande per fare sesso con me, non lo sei neppure per apparire sullo schermo" obiettò .
E spiegò: "io sono tenuto a dormire con ogni attrice che recita con me. Solo così posso valutare pienamente le sue possibilità artistiche." Lewis gli spiegò che non poteva dormire con un 50enne, basso e disgustoso. Trovava la cosa orribile. Ma intimamente era in conflitto: "e se questa opportunità di lavorare mi sfuggisse via?"
Comunque la diva in erba abbandonò l'appartamento e andò a riportare i fatti alla sua amica modella.
Poi nella sua ingenuità realizzò: sto perdendo l'opportunità della mia vita. E tornò da Roman Polanski. Il quale la condusse in camera da letto. Il giorno dopo Roman invitò la Lewis ed Eliza a colazione: accettato! Ma tutto quello che la nuova "donna" di Polanski desiderava era un bagno e vestiti puliti: si sentiva sporca e anche un po'puttana.
Dopo la colazione le ragazze furono condotte dal loro nuovo amico al Louvre per ammirare la Gioconda di Leonardo. La Lewis avrebbe dovuto tornare dal regista due settimane dopo per il provino effettivo, quello vero. Non quello a base di nuove fellatio: ma si eclissò. Non raccontò alla madre ciò che era accaduto, perchè si vergognava. Ma, contemporaneamente, rimuginava sulla paga offerta per quel ruolo: ottima. La Lewis , scura di carnagione, era figlia di un iracheno. E Polanski considerava il suo aspetto orientale ideale per il ruolo in Pirati
. La Lewis tornò quindi da Polanski. E ricorda : "Gli abusi mentali partirono subito e durarono durante tutta la lavorazione". Lewis, nella migliore tradizione di questi casi, sviluppò subito un disordine alimentare
. Polanski sosteneva fosse grassa. Poi le diceva, subito dopo : sei troppo magra. Un gioco mentale devastante. Roman non le consentì nemmeno di avere un agente. E diceva agli altri sul set che la ragazza fosse frigida.
Dunque la scommessa perversa fatta da Polanski con un noto attore: non te la puoi portare a letto perchè non gode. Non ne fu capace...La madre dell'attrice, volata in Tunisia per assistere la figlia , si rese conto immediatamente che Polanski era un demonio. "Ha occhi cattivi".
Oggi l'ex divetta argomenta: niente poteva attrarmi di lui. Era basso, brutto, schifoso, viscido. I giornali e la stessa Lewis hanno provato a rintracciare la sua vecchia amica Eliza per accreditare le accuse. Ma la donna fu irreperibile. Quando Pirati uscì sugli schermi, Lewis seppe che una nuova attrice adolescente, Nastassja Kinski, era ormai la donna di Polanski. Gelosia, rabbia e un moto di vendetta allora la scossero: "Un giorno, mio caro Roman, te la farò pagare". E, decenni dopo, la vendetta è stata servita. Fredda. Anzi ,ghiacciata. Nel 1997 Charlotte Lewis tornata in patria (Gran Bretagna) da Hollywood per curare la sua dipendenza dalla cocaina.
ROMOLO RICAPITO

Polemiche sull'uscita del film Premio Oscar Departures. L'ATTORE MASAHIRO=
MOTOKI POSO' NUDO!


E' polemica e scandalo su Masahiro Motoki, l'interprete del film "Departures", atteso in Italia da molti cinefili e che vinse il premio Oscar come miglior pellicola straniera nel 2009. Motoki interpreta in questo film
un violoncellista (anche nella realtà ha avuto a che fare con la musica, fece infatti parte di una boyband giapponese)che diventa becchino, allettato anche dalla paga molto alta. Il regista Yojito Takita ha scelto Motoki perchè l'interprete, con la sua sensualità, avrebbe bene controbilanciato un tema come la morte. Declinata negli aspetti più sgradevoli: in una scena Motoki e il suo boss operano all'interno di una casa dove è stata trovata morta dopo due giorni un'anziana sola. La coppia cerca di pulire il cadavere combattendo il lezzo di decomposizione. In questa sequenza abbastanza cruda, Motoki vomita più volte . Poi, tornato a casa, vuole possedere la moglie, dopo averla spogliata e averne ammirato la lingerie. Ma alcuni spettatori puristi non hanno gradito Masahiro Motoki nella parte principale. Sono rispuntate in giro le sue foto "porno", scattate molti anni fa.
Motoki mostra il suo lato B, trionfante, alzando le mani e ammirando un tramonto dallo strapiombo di un precipizio. Una foto d'arte, ma i critici alla Gian Luigi Rondi hanno arricciato il naso.
In un'altra "istantanea", Motoki, malinconico, =E8 seduto e si copre il "pipino", che per i giapponesi è importante, perchè simbolo di felicità e prosperità.
I cinefili amanti della settima arte non si sono commossi e adesso hanno pronta una petizione per fare togliere la programmazione di "Departures" da molti cinema. "Cancellate il film con quel pornodivo, il Siffredi giapponese. Offende il comune senso del pudore".
ROMOLO RICAPITO


RENZO ARBORE AL CINEPORTO DI BARI. "Dopo il successo del PAP'OCCHIO in DVD, VI RACCONTO I MIEI SEGRETI"
di ROMOLO RICAPITO

Al Cineporto di Bari presso la Fiera del Levante ha avuto luogo un incontro con lo showman Renzo Arbore, in occasione dell'uscita in dvd in versione restaurata e rimasterizzata del suo film "Il Pap'Occhio" (1980).
Il dvd è reperibile soltanto nelle librerie e sta già volando nelle vendite.
L'incontro comunque è stato più un happening durante il quale il popolare conduttore e musicista ha voluto rivisitare con curiosi e divertenti aneddoti la sua carriera, i suoi incontri e il suo rapporto con la Puglia e i pugliesi.
Arbore, originale come al solito, sfoggiava una giacca rossa su pullover blu elettrico.
Al polso sinistro un orologio in plastica color verde pisello, così come detta la moda dei giovanissimi (e un accessorio adottato anche dal cantante Marco Mengoni).
Renzo Arbore ha parlato della triade Allen-Avati-Arbore, ossia tre registi "clarinettisti", amanti della musica jazz.
"Mi resi conto guardando Manhattan di Woody Allen che quella realtà sociale, tipicamente americana, esisteva in piccolo nella mia città natale, Foggia, in particolare con le sue divisioni in classi."
Arbore ha poi accennato al progetto mai realizzato di un film col conterraneo Lino Banfi.
Il popolare conduttore ha ricordato quindi i suoi trascorsi cinematografici come attore . In "Per una bara piena di dollari" di Demofilo Fidani del 1971 fu uno sceriffo ammazzato da Klaus Kinski.
Quindi "Quasi quasi mi sposo" diretto nel 1982 da Vittorio Sindoni, "Odore di pioggia" di Nico Cirasola (1989) e infine il recente "Focaccia Blues" uscito nel 2009 e diretto sempre da Cirasola. Arbore ha sottolineato che
questa pellicola ha segnato il debutto al cinema di Nichi Vendola, Presidente riconfermato alla guida della Regione Puglia.
Egli ha voluto citare tra le sue conduzioni televisive il sottovalutato "Il Caso Sanremo". In merito a Il Pap'Occhio , che gli valse una denuncia per vilipendio alla religione disposta dalla Corte d'Appello di Roma, il=
fantasista ha spiegato: "Con Luciano (De Crescenzo) non volevamo offendere la religione; infatti nel film non adoperavamo nè crocifissi e neppure madonne piangenti. Questo confermammo nella nostra deposizione in Tribunale, presso il giudice Infelisi".
Il quale non condannò nè assolse il film, che fu amnistiato e non uscì più."Anche perchè Angelo Guglielmi, allora direttore della terza rete, paventò che la pellicola potesse essere nuovamente processata".
Il "Pap'Occhio " fu il primo film ad essere prodotto da Rai Due.
Per quanto riguarda "L'Altra Domenica", programma sempre della seconda rete, Arbore ha rievocato che in quel contesto si parlò per la prima volta del papa (Giovanni Paolo II)
in maniera amabilmente scherzosa.
I vescovi erano all'erta, in quanto proprio quell'anno, il 1980, Roberto Benigni si era attirato le ire del clero durante la sua presentazione del Festival di Sanremo, durante il quale apostrofò scherzosamente il papa con l'appellativo di "Wojtylaccio".
L'altra domenica è stato un successo "postumo": poco tempo fa è stato eletto il migliore programma dell'intera storia della televisione italiana.
Il Pap'Occhio venne girato nella Reggia di Caserta, presso la quale vennero riprodotte le grandi sale del Vaticano.
I punti di riferimento dell'Arbore-regista sono stati i film di Totò, realizzati con regie elementari (vedi Sergio Corbucci).
Nei monologhi tra Totò- Fabrizi e Totò-Nino Taranto infatti tali mattatori non venivano mai disturbati, dando loro modo di improvvisare a ruota libera con la cinepresa "fissa".
"Questo cinema, proprio in quanto "vero", sopravvive a molte pellicole d'autore"- ha ribadito Arbore.
Il Pap'Occhio contiene il più lungo monologo della storia del cinema: quello di Roberto Benigni, di ben 9 minuti, poi ridotti a 8.
Tale monologo fu in seguito ripreso dallo stesso Benigni in teatro e di volta in volta attualizzato.
Renzo Arbore considera suoi maestri, oltre a Totò, anche Louis Armstrong e Ruggero Orlando.
Armstrong fu da lui apprezzato in gioventù quando il trombettista (nato nel 1901) si esibì al Teatro Piccinni di Bari.
Ruggero Orlando (1907-1994) lo ha sempre colpito per la sua naturalezza e spontaneità. Il giornalista, popolarissimo per le sue cronache da "Nuova York", rendeva le notizie , anche quelle più complicate , comprensibili a tutti. Orlando accettò un ruolo nel "Pap'Occhio", quello dell'Editorialista del Vaticano. Il Pap'Occhio in realtà piacque molto alla critica, contrariamente a quanto si pensa. Tra i pareri positivi, quelli di Morando Morandini, Tullio Kezich, Lietta Tornabuoni.
Tale successo di stima non si ripetè con "FF.SS" del 1983, che divise anche il pubblico: alcuni lo considerarono trash (nel cast della pellicola che si ispirava a Fellini anche Sandra Milo, Gigi Proietti, Luciana Turina, Isabella Biagini, Maurizio Costanzo, Lory Del Santo).
Arbore abbandonò definitivamente il cinema per realizzare con successo straordinario cinque puntate di "Cari Amci Vicini e Lontani", un programma che si ispirava agli anni Trenta e Quaranta, quelli della radio.
"Berlusconi mi mise contro, su Canale 5, Dallas e Dynasty, ma l'accoglienza del pubblico fu ugualmente clamorosa".
Renzo Arbore ha infine ricordato Raimondo Vianello: "La sua morte è un lutto gravissimo per lo spettacolo. Egli rappresentava la televisione d'autore di grande qualità e contenuti. Con Vianello e con Sandra Mondaini
, si rideva di cuore e di pancia."
Tra gli altri peronaggi comici che Arbore ammira , egli ha citato Fiorello, Lillo e Greg, Enrico Brignano ("racconta la in teatro romanità in modo straordinario") Vincenzo Salemme, Ficarra e Picone (in teatro) e Panariello (al cinema).
ROMOLO RICAPITO


VERGOGNA E IMBARAZZO IN G.B. IL CONTE CHE ISPIRO' "IL PAZIENTE INGLESE"
ERA GAY E MORI' DI DIARREA!

Scandalo e vergogna in Inghilterra dopo la scoperta che il conte ungherese
Laszlo de Almasy, colui che aveva ispirato il personaggio principale de
l film "Il Paziente inglese" diretto da Anthony Minghella e interpretato
da Ralph Fiennes e Kristin Scott Thomas, era gay.
La pellicola in questione una delle più premiate della storia del cinema.
Nel 1997 vinse ben 9 Oscar, tra cui la statuetta del miglior film,
miglior regista, migliore fotografia, attrice non protagonista (Juliette
Binoche). Poi ci furono 2 Golden Globe, 6 premi Bafta e svariati altri.
Dunque il romanticissimo conte, eroe della Seconda Guerra mondiale, non
era un donnaiolo ma un omosessuale che amò un giovane soldato, tale Hans
Hentholt, al quale scriveva infuocate lettere d'amore. Altrettanto poco
romanticamente, il conte non morì di una dose letale di morfina usata per
curare le terribili bruciature di un incidente aereo ma per una banale
dissenteria causata da un'ameba ,senza aver mai dormito con una donna. Le
lettere del valoroso soldato facente parte delle truppe di Rommel sono
state ritrovate in Germania, dopo che determinati pettegolezzi si rincorrevano
da tempo. Il suo amante Hans fu un ufficiale della Wehrmacht che morì
durante la ritirata del generale Rommel, dopo essere inciampato in una
bomba a mano che doveva lanciare lui stesso. Insomma, c'è del materiale
per girare un altro film ma non di genere romantico, ma purtroppo comico-grottesco.

ROMOLO RICAPITO

JAMIE LEE CURTIS: MAMMA JANET ORMAI SEI MORTA E IO TI "SPUTTANO": AMAVI S=
OLO I TUOI CANI E IL TUO CORPO !"
di ROMOLO RICAPITO

Jamie Lee Curtis, 51 anni, ha rotto il velo del silenzio. L'attrice, figlia di Tony Curtis e Janet Leigh, molti film di successo all'attivo, ex cocainomane, due figli adottati (Annie e Thomas), sposata con l'attore Christoper Guest, operata di liposuzione, rivela: "La mia famiglia amava i cani più degli esseri umani". Uno schiaffo in pieno volto a chi ha ammirato i genitori come la "coppia d'oro di Hollywood". Macchè: la madre era solo fissata col denaro, il padre si interessava di tradire la moglie con mille donne.
Tony Curtis, nato nel 1925, amò anche Marilyn Monroe. Al suo attivo, un abbandono all'orfanotrofio, venne poi trovato in possesso di droga all'aeroporto di Heathrow nel 1970, un ricovero al Betty Ford Center perchè
alcolista, cocainomane, spinellato. Janet Leigh, nata nel '27, è scomparsa nel 2004.
Non si conoscono i motivi del decesso: la Leigh fu cremata.
La Leigh sposò in seconde nozze Robert Brandt, nel 1962, col quale rimase fino alla sua misteriosa morte.
La sua salute era sempre stata buona: subì soltanto un'appendicectomia nel 1962.
Dopo "Psycho", del 1960, diretto da Alfred k Hitchcock, rimasto il suo film più noto, la Leigh lavorò poco. Nel 1962 girò The Manchurian Candidate; nel 1966 Harper; nel 1980 The Fog; nel 1998 Halloween H2O, 20 anni dopo.
Jamie Lee parla , per la prima volta, di una terribile rivelazione fattale dai divi, suoi genitori: "Sei stata concepita UNICAMENTE per salvare il nostro rapporto".
Ma nel 1962 Tony Curtis annunciò il suo matrimonio con la diciassettenne Christine Kaufmann, sua partner nel film Taras Bulba. Per rendergli immediatamente "pan per focaccia" Janet Leigh impalmò nello stesso anno l'uomo d'affari Robert Brandt. Dopodichè la nuova coppia si dedicò ad amare i loro nuovi cani col pedigree, ignorando la povera Jamie e la sua sorellina Kelly. Inoltre Jamie ebbe una pessima relazione sul piano umano con la mamma star a causa dell'ossessione di quest'ultima per la bellezza.
Ma ora si vendica e affonda il bisturi: "la relazione migliore della vita di mia madre fu quella con il suo corpo".
Le dichiarazioni di Jamie Lee Curtis hanno suscitato polemiche in America. C'è chi disapprova: se i genitori di J.L.C. amavano molto i cani, vuol dire che non erano del tutto insensibili. Qualcuno commenta che Jamie dovrebbe essere soddisfatta di essere una brava mamma per i suoi figli adottati e non rivangare quindi il suo doloroso passato.
Non si conoscono al momento le reazioni di Kelly Lee Curtis, sorella maggiore di Jamie , perchè nata nel 1956. La donna, che ha recitato in poche produzioni, ha lavorato qualche volta come assistente di scena della più nota sorella. Kelly conosciuta in Italia per essere stata la protagonista del film di Michele Soavi, prodotto da DARIO ARGENTO, La Setta , 1991 (The Devil's Daughter), nel ruolo di Miriam Kreisl. In questa pellicola, Miriam-Kelly scelta per diventare la madre del figlio di Satana. Vista la "perfidia" delle rivelazioni di Jamie Lee, è un peccato che, a suo tempo, tale ruolo non sia stato affidato proprio a lei...
ROMOLO RICAPITO

Parte LA MIA CASA E' PIENA DI SPECCHI. E LA VERA SOPHIA HA DISTRUTTO QUELLA FINTA


Bene per quanto riguarda la prima parte della fiction LA MIA CASA E' PIENA DI SPECCHI
per la regia di Vittorio Sindoni e interpretata dalla grande SOPHIA LOREN.
Interessante è il ritratto d'epoca , mentre la storia assume un risvolto intimista ed
è sostenuta principalmente, come è ovvio, dalla recitazione della mattatrice
vincitrice di due Oscar che sostiene il ruolo della madre Romilda Villani.
La Loren affonda i denti nel ruolo più impegnativo da vent'anni a questa parte,
relegando a bella statuina la splendida MARGARET MADE' che interpreta la giovane
Sophia . Di più: la Madè in alcune sequenze appare addirittura antipatica, nel ruolo
della starlette che vuole a tutti i costi "arrivare" trasformando in
"Cenerentola" la sorella Maria. D'altronde, la docu-fiction è
co-sceneggiata proprio da Maria Scicolone. E non è un caso che ella sia l'autrice del
libro (di scarso successo) dal quale la serie è tratta. Ma alla Loren non interessa
che la sorella "rosichi" nell'ombra. A lei interessa "essere" sua
madre. Anche se non la interpreta per la prima volta: fu Romilda in una teleserie
trasmessa in America decenni fa. A supportare Sophia un buon Enzo De Caro, che è
Scicolone padre. Il difetto: un po' inverosimile che una settantacinquenne possa
interpretare una Romilda giovanissima, incinta (ma si è abbondato con luci che
coprono la senilità di donna Sophia). Loren camaleontica, Loren fenomenale, Loren che
non vuole cedere lo scettro. E Margaret Madè per questo protagonismo è una spalla
senz'anima. E' questo il difetto della docu-fiction. La vecchia Sophia ha ingurgitato
la giovane e finta Sophia, digerendola e sputandone gli ossicini.
ROMOLO RICAPITO

LA FICTION CON SOPHIA LOREN SECONDA PARTE: MARGARETH MADE' E' SCOMPARSA


Si è conclusa su Raiuno la miniserie sulla vita di Sophia Loren, di sua sorella Maria
e della loro madre, Romilda Villani , dal titolo LA MIA CASA E' PIENA DI SPECCHI e
diretta da Vittorio Sindoni . La seconda parte si differenzia notevolmente dalla
prima perchè, oltre al personaggio di Romilda Villani (interpretato da SOPHIA LOREN)
si dà ampio spazio a quello di MARIA SCICOLONE, interpretata da XHILDA LAPARDAJA.
Sophia Loren-personaggio (ruolo sostenuto da da MARGARETH MADE') ha una presenza
ridotta al lumicino. Appare sostanzialmente infatti soltanto in due scene. Una molto
breve e senza una battuta , l'altra durante la notte allorquando a Hollywood le
venne assegnato l'Oscar per "La Ciociara" , che ella visse non presenziando
alla cerimonia di premiazione negli Stati Uniti, ma nell' intimità sua casa romana,
in compagnia del marito CARLO PONTI. Eppure tutta la pubblicità prima della messa in
onda verteva nella presenza della Madè al fianco della grande Loren, mentre si è
taciuto sulla Lapardaja, peraltro brava . Alla Sophia nazionale un compito
difficilissimo: interpretare sua madre anche negli angoli più spigolosi e bui della
personalità. E, dato che Maria Scicolone si ritiene una "vittima" di sua
madre (nelle interviste e nel libro da cui è tratta la serie) assistiamo alla lenta
demolizione del personaggio di Romilda. Vista a tratti come una megera che, pur di
non rimanere sola, vieta alla secondogenita una carriera di cantante in America; che
si umilia a vita con un gaglioffo, Riccardo Scicolone, padre delle sue figlie e
puttaniere. Che copre infine i tradimenti del genero Romano Mussolini pur di trarne
un personale vantaggio. Insomma, a tratti una autentica vipera, egoista e dispotica
. Stupisce dunque come la brava Sophia, che in ogni intervista, da sempre, non fa che
magnificare la straordinaria carica umana della madre, si si
a prestata a un'operazione così schizofrenica. Ossia, dare vita a una Romilda vista
e ripensata da Maria. Amata ma soprattutto odiata , dunque. E' chiaro che la
Villani si rivedeva come in un alter ego in Sophia e che la preferisse a Maria .La
secondogenita viene trattata nel film a pesci in faccia: Romilda sopporta a fatica
che si faccia un'istruzione, timorosa delle reazioni dell'hollywoodiana Sophia e
della stampa nazionale , alla sola dea che una sorella si presenti ventenne al
diploma di terza media. La schizofrenia dell'operazione è ancora più chiara
nell'annullamento del ruolo della giovane Sophia Loren, rappresentata come una fredda
mannequin, interessata solo al successo. Ottima comunque la prova di Enzo De Caro,
che tiene testa alla Loren in maniera mirabile. Per il resto un ritratto d'epoca tra
il documentaristico (le canzoni di Umberto Bindi, i cinegiornali con la vera Loren )
e pennellate sociologiche (Romilda che accetta i gay). Alla fine la Villani è
ritratta come una sconfitta, abbandonata da tutti, costretta a tornare al suo paese
(Pozzuoli) alla ricerca delle radici e di calore umano. Operazione artistica dunque
riuscita a metà, perchè i contenuti sono un po' sfuggiti di mano in una ricostruzione
un po' artificiosa e ambigua. Però il film è fatto bene e la recitazione delle Loren
è vivida e spontanea. Dunque, promossi tutti quanti.
ROMOLO RICAPITO


"CHE FINE HANNO FATTO I MORGAN?"
PERCHE' E' UNA COMMEDIA RIUSCITA
di Romolo Ricapito

Perchè "Che fine hanno fatto i Morgan?" (2009, regia di Marc Lawrence) è
una bella commedia?
Essenzialmente, ci troviamo di fronte a un film sulla coppia, che in questo caso
riscopre la sua intimità e il suo affiatamento in una situazione apparentemente
sfavorevole.
I Morgan del titolo, infatti, Paul e Meryl, impersonati da Hugh Grant e Sarah Jessica
Parker, hanno assistito casualmente all'omicidio di un uomo, ossia un cliente di
Meryl Morgan , che gestisce un'avviatissima agenzia immobiliare.
I coniugi, sottoposti a un programma di protezione avviato dall'Fbi, vengono
dirottati da New York fino nel Wyoming, presso la casa isolata di un anziano ma
ancora prestante sceriffo (Clay Wheeler, interpretato da Sam Elliot) e della di lui
moglie vice sceriffo, una donna energica e volitiva (Emma Wheeler, interpretata da
Mary Steenburgen). Qui, in una terra selvaggia e ostile, che ha come unico punto di
riferimento una minuscola cittadina, la coppia si riscopre ( i due, Meryl e Paul,
vivevano separati). I Morgan infatti realizzano a poco a poco che il luogo in
apparenza selvaggio è in realtà accogliente, grazie anche alla generosità dei
componenti appartenenti alla piccola comunità.
Lo spaccato, è quello relativo a una tipica zona rurale degli States, uguale a tante
altre degli Stati Uniti, ma probabilmente anche di altre parti del mondo civilizzato.
Essenziale nella storia e nella recitazione è l'apporto della coppia di attori più
anziani, ovvero i tutori della legge e dell'ordine, impersonati da Sam Elliot e Mary
Steenburgen. Essi sono dei coniugi-modello la cui affezione reciproca si basa su
comuni interessi e ideali , su unità di vedute e profondità di sentimenti. Tutto
questo si rifletterà spontaneamente e positivamente sul ménage dei loro inquieti
ospiti, proiettando in essi un transfert benefico e rivitalizzante.
Nella piccola comunità montana domina l'aiuto spontaneo tra i suoi membri, la maggior
parte dei quali svolgono due ma anche tre lavori, per supplire alla mancanza cronica
del personale, questo a causa della scarsissima densità della popolazione.
All'interno della cittadina-modello per ordine e pulizia , i cosiddetti
"diversi" sono tenuti sotto stretto controllo. Oltre inizialmente agli
"intrusi" Morgan, anche -ad esempio- gli elettori del partito democratico.
Si tratta infatti di zone tradizionalmente spostate come voto a destra (Partito
repubblicano).
Ma davanti alla sopravvivenza anche di uno solo dei suoi membri, la comunità si
compatta e fa fronte comune contro l'imprevisto e il pericolo.
In questo caso, contro il killer che vuole attentare alla vita dei pasticcioni Morgan
e che li ha seguiti fin nello sperduto Wyoming per la sventatezza di Meryl, la quale
ha lasciato tracce di rintracciabilità in maniera davvero imperdonabile .
Molto buona la prova di Sarah Jessica Parker e di Hugh Grant (anche se per Lino
Patruno della Gazzetta del Mezzogiorno l'attore quarantanovenne recita sin da inizio
carriera con le tre stesse, imperturbabili espressioni).
I due ricordano Cary Grant e Katharine Hepburn nella commedia "Susanna", un
classico degli Anni Trenta. Ancora meglio però Sam Elliot e la Steenburgen, atletici
e riservati tutori dell'ordine precostituito. Il Wyoming, che fu la location di
"Brokeback Mountain", qui fa da sfondo a una storia assai meno drammatica e
per niente struggente, ma dai risvolti intimistici e delicati.
Elegante e piacevole nelle sue varie schermaglie, tipiche della commedia classica
americana, come già accennato.
ROMOLO RICAPITO


AL VIA LA PRIMA EDIZIONE DEL CONCORSO "CORTI E VERDI" CORTOMETRAGGI PER L'AMBIENTE

La V Circoscrizione Japigia - Torre a Mare, organizza, in collaborazione con il Circolo di Bari di Legambiente e con la trasmissione televisiva "Verde di rabbia", in onda su Telebari, la 1° edizione del Concorso "Corti e verdi" - Cortometraggi per l'ambiente.
L'iniziativa, attraverso la realizzazione di produzioni audiovisive di interesse ambientale realizzate nella città di Bari, è finalizzata a sensibilizzare la cittadinanza sui temi di una rinnovata coscienza ecologica.
Il concorso è articolato in due categorie: Individual filmmaker, riservata a cittadini italiani, purché maggiorenni, e College filmmakers, riservata ad alunni organizzati in gruppi o classi delle scuole medie inferiori e superiori della città di Bari.
I premi ufficiali saranno assegnati da una giuria di qualità durante la serata conclusiva del progetto, in programma il 5 giugno presso l'anfiteatro della piazza della Pace nel centro Commerciale Mongolfiera di Japigia, in occasione della giornata mondiale dell'Ambiente.
Il termine per inoltrare la scheda di partecipazione scade il prossimo 20 maggio.
La documentazione dovrà pervenire alla Direzione di "Corti e verdi", presso Telebari / Redazione "Verde di rabbia" (via Fanelli, 206/16 - 70125 Bari) all'attenzione di Valentina De Carlo secondo le modalità indicate dal regolamento disponibile su www.comune.bari.it (Sezione Bandi - Circoscrizioni) e scaricabile dal sito www.legambientebari.it


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